In estate, il borgo di Pollina si accende. Durante la seconda settimana di luglio, il paese celebra una delle tradizioni spirituali più affascinanti del comprensorio: la festa in onore di San Giuliano, patrono e protettore della comunità. Per tre giorni, il silenzio dei vicoli medievali lascia il posto alle voci dei fedeli, in un intreccio tra folklore, devozione e radici contadine.
La Processione Campestre
Il momento più intimo e suggestivo prende vita il sabato con la storica Processione Campestre. I portatori, vestiti con il tipico e austero costume in velluto nero, issano a spalla la pesante “vara” del Santo. La statua viene così condotta lungo le strette strade acciottolate del centro per poi scendere verso i sentieri rurali che circondano il borgo. Si tratta di un rito antico e potente: la statua di San Giuliano viene orientata verso le vallate per invocare la benedizione sui campi, sui frassineti da manna e sulla costa sottostante. A seguire il corteo sono centinaia di fedeli che, rinnovando promesse e voti, scelgono di camminare a piedi scalzi sulle pietre e sulla terra battuta, testimoniando un legame con il Patrono che sfida il tempo.
‘A prucissioni da farina: il ringraziamento della terra
La domenica mattina arriva il momento della tradizionale Processione della Farina (’a prucissioni da farina), un antico corteo propiziatorio che affonda le sue radici nella civiltà agro-pastorale madonita. I contadini e le famiglie del paese sfilano in festa recando in dono i prodotti della terra: sacchi di grano, farina setacciata e imponenti ceri decorati, offerti al Santo come segno di ringraziamento per il raccolto e come auspicio per l’anno a venire.
Se ti trovi a luglio a Pollina, la Festa di San Giuliano è un evento da non perdere: un’esperienza di immersione totale nella Sicilia più autentica, dove il sacro si fonde con la terra e l’identità di un popolo si rinnova di generazione in generazione.